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Vademecum reintegro sanitari sospesi

I SANITARI SOSPESI FINALMENTE RIAMMESSI AL LAVORO DAL GOVERNO MELONI, OSTEGGIATI NEL LORO RIENTRO 

di Andrea Montanari *

Il Consiglio dei Ministri, come noto, ha deliberato il 31 ottobre scorso la cessazione anticipata dell’obbligo vaccinale anti covid-19 per i sanitari italiani. 

Ciò consente, per legge dello Stato, il rientro al lavoro autonomo o subordinato (a seconda dell’inquadramento lavorativo di ognuno) di migliaia e migliaia di medici, odontoiatri, farmacisti, veterinari, biologi, infermieri, fisioterapisti ecc…lasciati da tempo a casa senza stipendio, senza assegno alimentare e senza nessun altro mezzo di sostentamento.  

Il Governo ha emanato infatti un D.L (Decreto Legge, si tratta del D.L. n. 162 del 31/10/22 scaricabile qui (Gazzetta Ufficiale), provvedimento pubblicato già il 31 ottobre e in vigore già dal 1 novembre, che all’ art.7 – attraverso la semplice sostituzione della data di “fine obbligo”, che dal 31/12/22 è stata anticipata al 1/11/2022 – ha sostanzialmente riabilitato all’esercizio della professione sanitaria, a decorrere dal 2/11/2022, coloro che erano stati colpiti da provvedimenti sospensivi per non essersi sottoposti al cd. “ciclo completo” della vaccinazione obbligatoria anti covid-19 (tre dosi, compresa la cd. dose “booster” o due dosi e una guarigione con validità da 3 a 6 o da 6 a 12 mesi a seconda delle diverse interpretazioni dei vari Giudici nazionali, civili o amministrativi, che hanno deciso alcuni casi fondando le proprie decisioni sull’interpretazione di una normativa di riferimento piuttosto farraginosa e anche contraddittoria).

Ora, da più parti, è il caso della Regione Puglia o di diversi OMCEO nazionali, non si vorrebbe dare esecuzione ad una Legge dello Stato quale è il Decreto Legge, provvedimento normativo regolato dall’art. 77 della Costituzione che, per quanto soggetto a successiva conversione parlamentare, è legge immediatamente in vigore e da rispettarsi ed eseguirsi da parte di tutti i soggetti pubblici e privati tenuti ad adeguarvisi, sotto pena di responsabilità omissiva da inottemperanza e risarcimento del danno a favore del soggetto eventualmente danneggiato.

Alla luce delle illegittime “resistenze” in corso al loro rientro al lavoro, occorrererà che i predetti sanitari si attivino personalmente come segue.

  1. Sanitari SENZA Ordine di appartenenza, lavoratori dipendenti.  Scrivere (sempre meglio via pec) al proprio Datore di lavoro già dal 2/11 la propria disponibilità al rientro al lavoro. Si chiama “offerta formale della prestazione lavorativa”, serve a non essere considerati assenti ingiustificati. Riservarsi di chiedere il risarcimento dei danni in caso di non immediata riammissione al lavoro e anche il risarcimento dei danni per il recupero delle retribuzioni arretrate per la precedente illegittima sospensione.
  2. Sanitari CON Ordine di appartenenza, lavoratori dipendenti. Scrivere (via pec ) al proprio Datore di lavoro già dal 2/11 la propria disponibilità al rientro al lavoro.  Contestualmente scrivere all’Ordine di appartenenza chiedendo la revoca e la cancellazione immediata dello “status” di sospeso.  Riservarsi di chiedere il risarcimento dei danni in caso di non immediata riabilitazione e riammissione al lavoro e anche il risarcimento dei danni per il recupero delle retribuzioni arretrate per la precedente illegittima sospensione.
  3. Sanitari CON o SENZA Ordine di appartenenza, liberi professionisti. Scrivere (via pec ) all’Ordine di appartenenza chiedendo la revoca e la cancellazione immediata dello “status” di sospeso e la relativa pronta riabilitazione alla professione sanitaria. 

Si noti che il cd. Green pass o il Super green pass NON possono essere più richiesti ai lavoratori sanitari ma solo ai visitatori/accompagnatori dei pazienti o ospiti della struttura sanitaria o parasanitaria (art.2bis DL. 52/21 e art. 1bis DL 44/21).

*Avvocato, Consigliere Direttivo S.I.M. (Società Italiana di Medicina)